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lunedì 29 maggio 2017

Messaggio del 29 maggio 2017 dato a Ivan - Medjugorje

Carissimi, ecco ciò che Ivan ci ha comunicato circa l'apparizione da lui avuta stasera lunedì 29 maggio 2017, alla Croce blu, alle ore 22,00.
Anche stasera la Madonna é venuta a noi particolarmente gioiosa e felice e, all'inizio, ci ha salutato tutti con il suo materno saluto : "Sia lodato Gesù, cari figli miei!"
Poi la Madonna si è soffermata a pregare per un periodo di tempo qui su tutti noi, ha pregato in particolare su voi malati presenti .
Poi ha detto:

" Cari figli, anche oggi desidero invitarvi a mettere Dio al primo posto nella vostra vita, a mettere Dio al primo posto nelle vostre famiglie : accogliete le sue parole, le parole del Vangelo e vivetele nelle vostre vite e nelle vostre famiglie.
Cari figli, in modo particolare in questo tempo vi invito alla S. Messa e all'Eucarestia. Leggete di più la Sacra Scrittura nelle vostre famiglie con i vostri figli.
Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata".

Poi la Madonna ci ha benedetto tutti con la sua benedizione materna e ha benedetto tutto quello che avete portato perchè venisse benedetto.
Poi io ho raccomandato tutti voi, i vostri bisogni, le vostre intenzioni, le vostre famiglie ed in particolare i malati e tutti coloro che avete raccomandato nella preghiera.
Poi la Madonna ha continuato a pregare per un periodo di tempo qui su tutti noi e in questa preghiera se ne è andata nel segno della luce e della Croce con il saluto "Andate in pace, cari figli miei! "

domenica 28 maggio 2017

Cos'è l ’Ascensione di Gesù - SIGNIFICATO

Si celebra quaranta giorni dopo la Pasqua e conclude la permanenza visibile di Dio fra gli uomini. È preludio della Pentecoste e segna l’inizio della storia della Chiesa.

Secondo il racconto biblico (vangeli e Atti degli Apostoli ) Gesù salì al cielo con il suo corpo, alla presenza dei suoi apostoli, per unirsi fisicamente al Padre, per non comparire più sulla Terra fino alla sua Seconda venuta (parusìa).
I vangeli non si dilungano molto su tale episodio. Marco scrive:

« Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. »   (Marco 16,19)

Luca, un po' meno stringatamente:

« Poi [Gesù] li condusse fuori [i discepoli] verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. »   (Luca 24,50-53)

Giovanni conclude il suo Vangelo con un'apparizione di Gesù in Galilea, ma parla precedentemente dell'ascensione in maniera indiretta, riportando una testimonianza di Maria Maddalena per cui non era necessario che lei lo trattenesse perché il momento della sua Ascensione, quaranta giorni dopo, non era ancora venuto ed avrebbero avuto ancora tempo:
L'Ascensione è l'ultimo episodio della vita terrena di Gesù, conclusasi in base al Nuovo Testamento con la sua salita al cielo, avvenuta secondo gli Atti degli Apostoli quaranta giorni dopo la sua risurrezione.
La festività che commemora l'Ascensione è celebrata dalla Chiesa cattolica, nell'Oriente cristiano e in diverse confessioni protestanti; insieme a Pasqua e Pentecoste è una delle solennità più importanti.
« Gesù le disse: «Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli, e di' loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro”». »   (Giovanni 20,17)

Matteo non parla esplicitamente di ascensione al cielo come gli altri evangelisti. Nel brano che conclude questo Vangelo, Gesù appare ai discepoli su un monte della Galilea dove li aveva convocati e li invia in missione nel mondo, congedandosi da loro con le parole:

« Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. »   (Matteo 28,16-20)

Negli Atti si trova altresì una cronaca più dettagliata dell'evento:

« Egli [Gesù] si mostrò ad essi [gli apostoli] vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio […] Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo». »   (Atti 1,3-11)

Nelle lettere canoniche non si parla dell'accaduto; vengono tuttavia descritte le conseguenze dell'Ascensione per il fedele: Efesini (4:7-13), Timoteo, 1 (3:16), Pietro, 1 (3:21-22


Oggi 28 maggio la chiesa celebra l’ Ascensione di Gesù, con la solennità dell’Ascensione di Gesù  termina la missione di Cristo, la sua venuta fra noi in carne umana per operare la salvezza. Era necessario che, dopo la sua Risurrezione, Cristo continuasse per un periodo di tempo a essere presente fra noi, per manifestare la sua nuova vita e completare la formazione dei discepoli. Ma questa presenza è terminata il giorno dell’Ascensione. Tuttavia, anche se Gesù è ritornato in cielo con il Padre, rimane tra noi in vari modi, e soprattutto in modo sacramentale, nella Sacra Eucaristia.Dato che il Capo è in cielo, anche noi, sue membra, abbiamo la possibilità di raggiungerlo. Non solo: Egli è andato a prepararci un posto nella casa del Padre (cfr. Gv 14, 3). Seduto alla destra del Padre, Gesù continua il suo ministero di Mediatore universale della salvezza. Ci manda il suo Spirito e ci dà la speranza di raggiungerlo un giorno, avendoci preparato un posto» (Compendio, 132). Infatti, dieci giorni dopo la sua Ascensione in cielo, Gesù inviò lo Spirito Santo ai discepoli, come aveva promesso. Da allora Gesù manda incessantemente agli uomini lo Spirito Santo, per comunicare loro la potenza vivificante che Egli possiede e riunirli per mezzo della sua Chiesa in modo da formare l’unico popolo di Dio. L’Ascensione ci stimola a vivere con lo sguardo rivolto alla gloria del Cielo, «quae sursum sunt, quaerite» (Col 3, 1), ricordando che «non abbiamo quaggiù una città stabile» (Eb 13, 14), ma sempre con il desiderio di santificare le realtà umane; e ci spinge a vivere di fede, perché sappiamo di essere in compagnia di Gesù, che ci conosce e ci ama dal cielo, e che ci tiene sempre compagnia dal Tabernacolo.



Ascensione di Gesù, ecco le cose da sapere


L’episodio è descritto dai Vangeli di Marco e Luca e negli Atti degli Apostoli. Fino al 1977 in Italia era anche festa civile

Con la solennità dell’Ascensione di Gesù al Cielo si conclude la vita terrena di Gesù che con il suo corpo, alla presenza degli apostoli, si unisce fisicamente al Padre, per non comparire più sulla Terra fino alla sua Seconda venuta (Parusìa) per il Giudizio finale. Questa festività è molto antica e viene attestata già a partire dal IV secolo. Per la Chiesa cattolica e le Chiese protestanti, l’Ascensione si colloca di norma 40 giorni dopo la Pasqua, cioè il giovedì della sesta settimana del Tempo pasquale, ovvero quello successivo alla VI domenica di Pasqua. Nel Credo degli Apostoli viene menzionata con queste parole: «Gesù è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine».
Nella Chiesa ortodossa l'Ascensione è una delle 12 grandi feste. La data della celebrazione è stabilita a partire dalla data della Pasqua nel calendario ortodosso. Essa è conosciuta sia con termine greco Analepsis (salire su) sia con Episozomene (salvezza). Quest'ultimo termine sottolinea che Gesù salendo al cielo ha completato il lavoro della redenzione. Più chiari ancora gli Atti, che nominano esplicitamente il monte degli ulivi, poiché dopo l'ascensione i discepoli «ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato.»(Atti 1:12) La tradizione ha consacrato questo luogo come il Monte dell'Ascensione.


Gerusalemme, Edicola dell'Ascensione
Gerusalemme, Edicola dell'Ascensione

Qual è il senso biblico della parola Ascensione?

Secondo una concezione spontanea e universale, riconosciuta dalla Bibbia, Dio abita in un luogo superiore e l’uomo per incontrarlo deve elevarsi, salire. L’idea dell’avvicinamento con Dio, è data spontaneamente dal monte e nell’Esodo (19,3), a Mosè viene trasmessa la proibizione di salire verso il Sinai, che sottintendeva soprattutto quest’avvicinamento al Signore; “Delimita il monte tutt’intorno e dì al popolo; non salite sul monte e non toccate le falde. Chiunque toccherà le falde sarà messo a morte”. Il comando di Iavhè non si riferisce tanto ad una salita locale, ma ad un avvicinamento spirituale; bisogna prima purificarsi e raccogliersi per poter udire la sua voce. Non solo Dio abita in alto, ma ha scelto i luoghi elevati per stabilirvi la sua dimora; anche per andare ai suoi santuari bisogna ‘salire’. Così lungo tutta la Bibbia, i riferimenti al “salire” sono tanti e continui e quando Gerusalemme prende il posto degli antici santuari, le folle dei pellegrini ‘salgono’ festose il monte santo; “Ascendere” a Gerusalemme, significava andare a Iavhè, e il termine, obbligato dalla reale posizione geografica, veniva usato sia dalla simbologia popolare per chi entrava nella terra promessa, come per chi ‘saliva’ nella città santa. Nel Nuovo Testamento, lo stesso Gesù “sale” a Gerusalemme con i genitori, quando si incontra con i dottori nel Tempio e ancora “sale” alla città santa, quale preludio all’”elevazione” sulla croce e alla gloriosa Ascensione.

Quali sono i testi che parlano di questo evento?

  
I Libri del Nuovo Testamento contengono sporadici accenni al mistero dell’Ascensione; i Vangeli di Matteo e di Giovanni non ne parlano e ambedue terminano con il racconto di apparizioni posteriori alla Resurrezione. Marco finisce dicendo: “Gesù… fu assunto in cielo e si assise alla destra di Dio” (XVI, 10); ne parla invece Luca: “Poi li condusse fin verso Betania, e alzate le mani, li benedisse. E avvenne che nel benedirli si staccò da loro e fu portato verso il cielo” (XXIV, 50-51). Ancora Luca negli Atti degli Apostoli, attribuitigli come autore sin dai primi tempi, al capitolo iniziale (1, 11), colloca l’Ascensione sul Monte degli Ulivi, al 40° giorno dopo la Pasqua e aggiunge: “Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato tra di voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”. Gli altri autori accennano solo saltuariamente al fatto o lo presuppongono, lo stesso s. Paolo pur conoscendo il rapporto tra la Risurrezione e la glorificazione, non si pone il problema del come Gesù sia entrato nel mondo celeste e si sia trasfigurato; infatti nelle varie lettere egli non menziona il passaggio dalla fase terrestre a quella celeste. Ma essi ribadiscono l’intronizzazione di Cristo alla destra del Padre, dove rimarrà fino alla fine dei secoli, ammantato di potenza e di gloria; “Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo sta assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra; siete morti infatti, e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio!” (Colossesi, 3, 1-3).

Pietro Perugino, Ascensione di Cristo
Pietro Perugino, Ascensione di Cristo

Quali sono le fonti storiche?

Luca, il terzo evangelista, negli Atti degli Apostoli specifica che Gesù dopo la sua passione, si mostrò agli undici apostoli rimasti, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del Regno di Dio; bisogna dire che il numero di ‘quaranta giorni’ è denso di simbolismi, che ricorre spesso negli avvenimenti del popolo ebraico errante, ma anche con Gesù, che digiunò nel deserto per 40 giorni. San Paolo negli stessi ‘Atti’ (13, 31) dice che il Signore si fece vedere dai suoi per “molti giorni”, senza specificarne il numero, quindi è ipotesi attendibile, che si tratti di un numero simbolico. L’Ascensione secondo Luca, avvenne sul Monte degli Ulivi, quando Gesù con gli Apostoli ai quali era apparso, si avviava verso Betania, dopo aver ripetuto le sue promesse e invocato su di loro la protezione e l’assistenza divina, ed elevandosi verso il cielo come descritto prima (Atti, 1-11). Il monte Oliveto, da cui Gesù salì al Cielo, fu abbellito da sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino con una bella basilica; verso la fine del secolo IV, la ricca matrona Poemenia edificò un’altra grande basilica, ricca di mosaici e marmi pregiati, sul tipo del Pantheon di Roma, nel luogo preciso dell’Ascensione segnato al centro da una piccola rotonda. Poi nelle alterne vicende che videro nei secoli contrapposti Musulmani e Cristiani, Arabi e Crociati, alla fine le basiliche furono distrutte; nel 1920-27 per voto del mondo cattolico, sui resti degli scavi fu eretto un grandioso tempio al Sacro Cuore, mentre l’edicola rotonda della chiesa di Poemenia, divenne dal secolo XVI una piccola moschea ottagonale.

Qual è il significato dell’Ascensione?

  
San Giovanni nel quarto Vangelo, pone il trionfo di Cristo nella sua completezza nella Resurrezione, e del resto anche gli altri evangelisti dando scarso rilievo all’Ascensione, confermano che la vera ascensione, cioè la trasfigurazione e il passaggio di Gesù nel mondo della gloria, sia avvenuta il mattino di Pasqua, evento sfuggito ad ogni esperienza e fuori da ogni umano controllo. Quindi correggendo una mentalità sufficientemente diffusa, i testi evangelici invitano a collocare l’ascensione e l’intronizzazione di Gesù alla destra del Padre, nello stesso giorno della sua morte, egli è tornato poi dal Cielo per manifestarsi ai suoi e completare la sua predicazione per un periodo di ‘quaranta’ giorni. Quindi l’Ascensione raccontata da Luca, Marco e dagli Atti degli Apostoli, non si riferisce al primo ingresso del Salvatore nella gloria, quanto piuttosto l’ultima apparizione e partenza che chiude le sue manifestazioni visibili sulla terra. Pertanto l’intento dei racconti dell’Ascensione non è quello di descrivere il reale ritorno al Padre, ma di far conoscere alcuni tratti dell’ultima manifestazione di Gesù, una manifestazione di congedo, necessaria perché Egli deve ritornare al Padre per completare tutta la Redenzione: “Se non vado non verrà a voi il Consolatore, se invece vado ve lo manderò” (Giov. 16, 5-7). Il catechismo della Chiesa Cattolica dà all’Ascensione questa definizione: “Dopo quaranta giorni da quando si era mostrato agli Apostoli sotto i tratti di un’umanità ordinaria, che velavano la sua gloria di Risorto, Cristo sale al cielo e siede alla destra del Padre. Egli è il Signore, che regna ormai con la sua umanità nella gloria eterna di Figlio di Dio e intercede incessantemente in nostro favore presso il Padre. Ci manda il suo Spirito e ci dà la speranza di raggiungerlo un giorno, avendoci preparato un posto”.

Andrea Mantegna, Ascensione, 1460, Galleria degli Uffizi, Firenze
Andrea Mantegna, Ascensione, 1460, Galleria degli Uffizi, Firenze

È festa anche dal punto di vista civile?

La prima testimonianza della festa dell’Ascensione, è data dallo storico delle origini della Chiesa, il vescovo di Cesarea, Eusebio (265-340); la festa cadendo nel giovedì che segue la quinta domenica dopo Pasqua, è festa mobile e in alcune nazioni cattoliche è festa di precetto, riconosciuta nel calendario civile a tutti gli effetti. In Italia previo accordo con lo Stato Italiano, che richiedeva una riforma delle festività, per eliminare alcuni ponti festivi, la Conferenza episcopale italiana ha fissato la festa liturgica e civile, nella domenica successiva ai canonici 40 giorni dopo Pasqua. Nel Rito ambrosiano, però, si celebra il giovedì. Al giorno dell’Ascensione si collegano molte feste popolari italiane in cui rivivono antiche tradizioni, soprattutto legate al valore terapeutico, che verrebbe conferito da una benedizione divina alle acque . A Venezia aveva luogo una grande fiera, accompagnata dallo “Sposalizio del mare”, cerimonia nella quale il Doge a bordo del “Bucintoro”, gettava nelle acque della laguna un anello, per simboleggiare il dominio di Venezia sul mare; a Bari la benedizione delle acque marine, a Firenze si celebra la “Festa del grillo”.


Come è stata raffigurata l’Ascensione nell’arte?

  
Il racconto delle Scritture e la celebrazione liturgica di questo mistero possiamo trovarli in miniature di codici famosi, fra tutti l’Evangeliario siriano di Rabula nella Biblioteca Laurenziana di Firenze, e in mosaici ed avori a partire dal sec. V. Il tema dell’Ascensione, si adattò bene al ritmo verticaleggiante dei timpani, sovrastanti le porte delle chiese romaniche e gotiche; esempio insigne il timpano della porta settentrionale della cattedrale di Chartres (XII sec.). Ma la rappresentazione, raggiunse notevole valore artistico con Giotto (1266-1337) che raffigurò l’Ascensione nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Si ricorda inoltre un affresco di Buffalmacco (XIII sec.) nel Camposanto di Pisa; una terracotta di Luca Della Robbia (1400-1482) nel Museo Nazionale di Firenze; un affresco di Melozzo da Forlì († 1494) ora nel Palazzo del Quirinale a Roma; una tavola del Mantegna (1431-1506) a Firenze, Galleria degli Uffizi; una pala del Perugino († 1523) ora nel Museo di Lione; il noto affresco del Correggio († 1534) nella cupola della Chiesa di S. Giovanni a Parma; l’affresco del Tintoretto († 1594) nella Scuola di S. Rocco a Venezia. In un’ampolla del tesoro del Duomo di Monza, Cristo ascende in cielo, secondo una tipica iconografia orientale, assiso in trono; in altre raffigurazioni Egli ascende al Cielo fra uno stuolo di Angeli, di fronte agli sguardi estatici degli Apostoli e della Vergine. 

sabato 27 maggio 2017

Suor Emmanuel:Come interpretare le parole di Papa Francesco su Medjugorje

Come interpretare le parole di Papa Francesco pronunciate il 13 maggio  nel aereo Lisbona - Roma?
 
Prima di rileggere le parole del Papa, ecco già due citazioni di Gesù che dobbiamo sempre tenere a mente:

 "Non c'è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo." (Luca 6,43-49). Ed anche :" Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?" (Mat.7,16)

Un'altra citazione, questa usata da Gesù parlando con Santa Faustina Kowalska: "Ascolta, figlia mia, sebbene tutte le opere che sorgono per Mia volontà siano esposte a grandi sofferenze, tuttavia considera se ce n'è stata mai qualcuna di esse esposta a maggiori ostacoli dell'opera direttamente Mia, l'opera della redenzione. Non devi preoccuparti troppo delle contrarietà." (Diario §1642)


Rileggendo l'intervista del Santo Padre la sera del 13 maggio, molti di coloro che amano Medjugorje e vi hanno trovato un rinnovamento della loro vita spirituale, hanno provato inizialmente delusione e tristezza. Effettivamente, vedere il Papa scuotere la testa negativamente paragonando la Madonna ad un impiegato di un ufficio postale, può provocare in alcuni, me compresa, una delusione (anche se non esistono mestieri stupidi!). Ma, grazie a Dio, ci siamo presi del tempo per riflettere su ogni punto dell'intervista del Papa, e, alla fine, abbiamo trovato delle buone ragioni per rallegrarcene!
 
1 - Commissione Ruini. Il punto essenziale da sottolineare, è che il Papa ha giudicato "molto buono" il documento della Commissione Ruini incaricata dal Papa Benedetto XVI nel 2014 allo scopo di scopo di conoscere ed esprimersi sul fenomeno Medjugorje. Ha utilizzato 6 volte la parola "buono", rinforzata 2 volte da "molto, molto buono". Cosa che equivale a un elogio molto forte. Ha chiaramente lodato infatti il lavoro molto buono di buoni teologi, vescovi e cardinali. Si è opposto pubblicamente all'invio del documento alla cosiddetta "feria quarta" del congresso. "Non mi è sembrato giusto; sarebbe come mettere all'asta il documento Ruini." Secondo gli esperti che hanno partecipato a quella Commissione, 13 di essi sono a favore del riconoscimento del carattere soprannaturale delle prime sette apparizioni a Medjugorje, uno solo ha votato contro e l'ultimo si è riservato di esprimere il suo parere più tardi. In altre parole, si tratta di una schiacciante maggioranza a favore del riconoscimento del carattere soprannaturale delle prime apparizioni.

 

2 - Si tratta di un passo enorme nella storia di Medjugorje! Se si considera infatti l'ultima dichiarazione ufficiale di Zara nel 1991:"Non constat de supernaturalitate": cioè non si può affermare che il fenomeno sia soprannaturale, ( e non "si afferma che il fenomeno non è soprannaturale"), la questione rimaneva aperta.  Ecco quindi che Medjugorje potrebbe diventare oggi un vero luogo di apparizioni mariane! Certamente,  si preferirebbe che questo riconoscimento si applicasse ad un periodo un po' più lungo di 7 giorni. Ma non si è trattato di negare il seguito delle apparizioni; si è voluto mantenere un dubbio, quindi lasciare un punto interrogativo. Non dimentichiamo che le apparizioni sono ancora in corso e che è difficile canonizzare un santo mentre è ancora vivo. (La Vergine ha detto ai veggenti che apparirà loro una volta all'anno per tutta la loro vita). Non dimentichiamo neanche che le apparizioni del 1830 a Rue du Bac a Parigi, e la Medaglia Miracolosa,  non sono mai state riconosciute ufficialmente, ma che è un Santuario autorizzato visitato in continuazione da migliaia di persone di tutti i Paesi!
 
3 - Libertà di adesione. Un altro punto: Il Papa ha detto chiaramente che esprimeva la sua opinione personale, e questo, nel linguaggio della Chiesa, significa che siamo liberi di aderire o meno, secondo coscienza. Guardate: addirittura Giovanni Paolo II ha espresso la sua opinione personale dichiarando Medjugorje, "il centro della spiritualità" e ripetendo il suo desiderio di andarvi. Ha scritto delle lettere dove manifesta la sua riconoscenza a Medjugorje. (Nel mio libro "Il bambino nascosto" ho pubblicato in allegato le fotografie di queste lettere). Ha scritto per esempio ai suoi amici Marek e Zofia di Cracovia: "Signora Zofia, la ringrazio per tutto quello che riguarda Medjugorje. Anche io mi reco spiritualmente ogni giorno in pellegrinaggio laggiù per pregare: mi unisco spiritualmente a tutti coloro che pregano lì o che laggiù , sentono un richiamo alla preghiera...". Ma non ha voluto esprimere la sua opinione personale, se non in privato ad alcuni testimoni affidabili - fra gli altri, al presidente della Croazia, Franjo Tudjman, ed a Mons. Paolo Hnilica, ecc... Non si è espresso durante una Conferenza stampa, senza dubbio per non umiliare l'Ordinario del luogo, perché avrebbe potuto usare l'influenza della sua posizione di Sommo Pontefice. Ha scelto la pazienza e la misericordia.
 
4- Una commedia di menzogne? Sappiamo che a Mostar, l'Ordinario del posto aveva una opinione personale diversa da quella di Giovanni Paolo II. Ma dopo che il Papa Francesco si è espresso pubblicamente su Medjugorje, ne risulta che non si è tenuto conto dell'opinione negativa del vescovo locale. Effettivamente, questi ha sempre negato l'autenticità delle apparizioni, considerandola come una commedia menzognera giocata sin dall'inizio dai Francescani e dai veggenti. Adesso, abbiamo un Papa che è aperto alle prime apparizioni e che ne riconosce i buoni frutti per tutto il tempo - cioè circa 36 anni.
Il Papa ha anche evocato la posizione della Congregazione per la  Dottrina della Fede, presieduta dal Cardinal Muller, molto critico verso Medjugorje da svariati anni, come il vescovo di Mostar. Il Papa Francesco ha scartato apertamente le sue affermazioni estremamente negative. Secondo gli "usi e costumi" della Chiesa, questo ha certamente un grande peso.
 
5 - La Madonna postina? Quando il Papa paragona la Madonna ad una " capo di un ufficio telegrafico" che detta al telegrafo ogni giorno i suoi messaggi ", sembra disturbato da due fatti:
Quando il Papa paragona la Madonna ad "un capo di ufficio telegrafico" che ogni giorno invia un messaggio. E queste presunte  ", sembra disturbato da due fatti:
       1 - Che la Vergine parli tutti i giorni
       2 - Che dia degli appuntamenti precisi ai veggenti.
 
In realtà, a Medjugorje, la Madonna non parla tutti i giorni (l'ha fatto solo nei primi giorni delle apparizioni in giunio 1981). Certamente, viene tutti i giorni, come ha già fatto a Nostra Signora di Laus (Francia) per 54 anni con la Venerabile Benedetta Rancurel, ma viene per pregare con i veggenti. Detto ciò, sappiamo che il Papa è bombardato da cosiddetti messaggi della Vergine, che a giusto titolo lo esasperano! Ma non c'entrano affatto con la Regina della Pace a Medjugorje.
Quanto a dare degli appuntamenti precisi, lo ha già fatto in apparizioni riconosciute come Lourdes, Fatima, Kibeho, ecc. E' un metodo materno per preparare i suoi figli ad accoglierla nelle apparizioni successive. In questo modo, infatti, Lei permette ai suoi figli di riunirsi quando appare per pregare insieme a Lei. E' la sua gioia di madre. Il miracolo del sole a Fatima è stato visto da 70.000 persone il 13 ottobre 1917, e la Madonna aveva annunciato questo appuntamento ai 3 pastorelli, permettendo così, un raduno storico (vedi PS1).



 
Si potrebbe quindi concludere così: poiché le resistenze maggiori del papa circa l'incontro con questa " capo di un ufficio telegrafico" sono proprio su questi due punti, possiamo stare tranquilli! Non è infatti impossibile che il Papa modifichi la sua opinione personale su questi punti.
 
6 - Un punto positivo: Il Papa non ha rigettato i messaggi. Si può quindi continuare ad ascoltarli attentamente, a diffonderli e viverli in tutta sicurezza secondo il vivo desiderio della Madonna.
 
7 - Un paradosso ? Infine, ricordiamoci della Parola di Cristo citata prima: "Non si raccolgono fichi dai rovi... Un albero si riconosce dai suoi frutti." Il Papa e tutta la Commissione Ruini riconoscono i buoni frutti, l'evidenza è incontestabile! Allora, come farebbero questi buoni frutti a continuare a essere prodotti da un  albero cattivo?
 
Come sapete, l'inviato speciale del Papa, Mons. Henrik Hoser è venuto a Medjugorje. Il Santo Padre lo ha lodato durante l'intervista come un "buon vescovo che ho scelto". Mons. Hoser ha svolto un'inchiesta molto seria sul posto ("venite e vedete" dice Gesù). Ha incontrato le persone chiave, i Francescani, i veggenti, le tante opere di carità nate dai messaggi, alcune Comunità religiose sul posto, ecc. Consegnerà il suo rapporto a Papa Francesco a fine giugno. Visto l'incoraggiamento ed il conforto che ha tenuto a comunicare a tutta la parrocchia "come inviato speciale del Papa", è probabile che la prossima parola del Santo Padre a proposito di Medjugorje sarà più favorevole. Mons. Hoser è uno specialista in materia di apparizioni. Era membro attivo della commissione che ha studiato le apparizioni di Kibeho in Ruanda, che sono state riconosciute. Attendiamo in preghiera! (vedi PS2).


 

8 - Scacciamo la tristezza! In tutti i casi, anche se questa opinione personale è quella di un Papa, resta una opinione non ufficiale e non riveste l'autorità della Chiesa (vedi PS3 sulle dichiarazioni ex cathedra). Ciascuno resta dunque libero di credere in coscienza che è veramente la Madre di Dio che appare ancora oggi, oppure no, libero anche di andare a Medjugorje, di pregarvi, di leggere i messaggi e di viverli. Malgrado la tristezza che questa intervista ha potuto provocare in qualcuno, quando si guardano le cose da vicino, si scorgono molti punti positivi importanti.
Il Papa ha concluso la sua intervista dicendo:"Alla fine, si dirà qualche cosa!". Attendiamo in preghiera fervente e con fiducia, come e con Maria!
 
9 - Attenzione alle trappole! Viste le onde anticristiane che il mondo intero subisce attualmente e le persecuzioni (la Francia è duramente presa di mira), credo che dobbiamo prepararci ad affrontare dei grandi combattimenti spirituali. La confusione che regna nel mondo ci deve spingere ad essere molto vigilanti.
Le trappole che satana potrebbe tenderci in occasione di questa intervista sono evidenti, e sarebbe disastroso cascarci. In più , danneggerebbero molto i piani di Maria. In particolare vedo profilarsi due trappole importanti:
 
- Da una parte, dirsi che poiché il Papa non è molto favorevole a Medjugorje, non si va più in pellegrinaggio. Cosa che si ritorcerebbe contro milioni di poveri e di piccoli (che paradossalmente attirano l'attenzione particolare del Papa)! Tutti quei fedeli che hanno ritrovato pace e speranza a Medjugorje, che hanno ripreso vita con il cammino dei sacramenti, e che finalmente han potuto trovare nuovo coraggio  in situazioni molto dure, potrebbero sentirsi feriti e scoraggiarsi, abbandonare il loro cammino di conversione che avrebbe potuto farne dei santi. Senza parlare di tutti quelli che non sono mai venuti a Medjugorje ma che la Madonna invita.... Che non si privino di questa sorgente provvidenziale di grazie!
- Dall'altra parte, qualcuno potrebbe essere tentato di rifiutare il Papa e forse la Chiesa, vedendo queste contraddizioni nel suo seno. Che Dio ce ne scampi! Non è questione di opporre il Papa alla Gospa, come se dovessimo scegliere fra i due! Continuiamo a pregare per il Santo Padre con tutto il nostro cuore e per la Chiesa di Cristo.
 
"I vostri pastori non hanno bisogno dei vostri giudizi, né delle vostre critiche, hanno bisogno della vostra preghiera, del vostro amore e del vostro aiuto". (Messaggio trasmesso da Mirjana) "Mio Figlio è con voi. Egli è dappertutto. E' invisibile, ma potete vederLo se Lo vivete. E' la luce che illumina la vostra anima e vi dà la pace. E' la Chiesa che dovete amare, per la quale dovete pregare e combattere sempre. (Messaggio del 2 agosto 2015). Noi amiamo i nostri pastori e preghiamo per loro. Noi li amiamo semplicemente perché sono i nostri pastori! Gesù li ha scelti per noi. La Gospa non ci ha forse detto: "Solamente con i vostri pastori il mio Cuore Immacolato trionferà! Non permettete al Male di separarvi dai vostri pastori!" (2 settembre 2013).


 

Fidiamoci della Gospa, perché tutto questo è previsto in un cammino provvidenziale che Lei gestisce con un cuore di Regina. E come Regina e Sovrana, farà in modo che tutto concorra al nostro bene. Come dice spesso Vicka "La Gospa realizzerà il suo piano." Ed anche: "La Gospa si difenderà da sola." Non avrebbe potuto essere più chiara a Fatima quando ha dichiarato: "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!"
 
Sr Emmanuel +
(Tradotto dal francese)



 
PS1 - Il 13 maggio 1917, verso mezzogiorno, apparve una grande luce nel cielo, poi una Signora raggiante di luce, vestita di bianco, che teneva un rosario nella mano destra. Rassicurò delle sue intenzioni pacifiche (Non abbiate paura, non voglio farvi del male"), rivela che viene dal cielo e domanda ai bambini di tornare sei volte, tutti i 13 del mese. Dà un appuntamento preciso ai bambini per il miracolo del 13 ottobre.
 
PS2 - Parole di Mons. Hoser a Medjugorje, fine marzo 2017 "Questo culto, talmente intenso qui, è estremamente importante e necessario per il mondo intero... Preghiamo per la pace perché le forze di distruzione sono oggi immense... Ci vuole un intervento del Cielo, e la presenza della Santa Vergine, questo, è un intervento! E' una iniziativa di Dio. Vi incoraggio e vi conforto come inviato speciale del Papa!" Questa frase ha scatenato un diluvio di applausi. Vedi www.youtube.com/watch?v=u0V7Y7oMuTE&spfreload=10
Ai giornalisti ha dichiarato:" Dite a tutto il mondo che a Medjugorje si ritrova la luce! Vi auguro di potervi iscrivere ad un seminario qui, per scoprirvi ciò che non sospettate ancora".
 
PS3 - Quando un Papa parla "ex cattedra" come pastore universale della Chiesa, è infallibile; le sue parole diventano oggetto di fede e ogni cattolico è tenuto a crederci. Il Papa Pio XII lo ha fatto per il dogma dell'Assunzione di Maria Santissima nel 1950, e non ce ne sono stati altri da allora. Quando un Papa scrive una "Enciclica", le sue parole sono da prendere sul serio, ma non fanno parte del Magistero della Chiesa. Non sono una rivelazione di fede né un dogma, ma una istruzione ispirata e adattata ai tempi. Per esempio quella di Paolo VI "Humanae Vitae". Giovanni Paolo II ne ha scritte 7, Benedetto XVI 3, Papa Francesco una. Quando un Papa scrive una "Lettera Apostolica", è anch'essa una istruzione offerta dal Papa, ma non imposta. "Amoris Laetitia" è una esortazione evangelica "post synodale" come la "Evangeli Gaudium".
(Quando un papa pronuncia una opinione personale in privato, questa non è MAI riconosciuta dalla Chiesa. Per esempio, le parole di Giovanni Paolo II a certi prelati in occasione di udienze private sono sistematicamente negate, secondo gli usi ed i costumi del Vaticano. Per sicurezza).
 
Fonte: http://myemail.constantcontact.com/Come-interpretare-le-parole-di-Papa-Francesco-pronunciate-il-13-maggio-nel-aereo-Lisbona---Roma-.html?soid=1109404280575&aid=eOW6OJbrLyE

venerdì 26 maggio 2017

Ania Goledzinowska: "Molti venivano a Medjugorje per fare business...."



Questa è un'intervista fatta ad Ania per un giornale ma che per motivi di spazio alcuni non l'hanno messa per intero... ed ecco perché non si capisce magari tutto fino in fondo e aggiungendo cose che Ania non ha detto.

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Ania Goledzinowska da anni non mette più piede a Milano, dove faceva la modella, aveva una vita di eccessi e frequentazioni vip, valetta di Marco Predolin, storie vere o presunte con Francesco Baccini, Emanuele Filiberto, Cristiano De Andrè. Cantò un Happy Birthday in stile Marylin al compleanno di Silvio Berlusconi e per anni è stata fidanzata col suo Paolo Enrico Beretta (figlio della sorella Maria Antonietta).

 Oggi vive in Puglia con suo marito, ma tra questa vita e quella di prima ce n’è stata una terza: «Dal 2011 al 2014 sono stata in convento a Medjugorje, dove portavo anche tanti giovani e da dove sono andata via disgustata da speculazioni e falsità di cui non volevo essere complice, neanche involontaria», dice.

Come era finita a lì?
«Nel 2010, dopo il mio primo viaggio a Medjugorje, pregavo Gesù di darmi un segno: non ho mai visto lui, non ho visto la Madonna né il sole che gira... Quel giorno non ho sentito la voce di Dio, ma Lui ci parla in tanti modi. E così poco dopo lasciai tutto e andai a stare a Medjugorje con le suore, vivendo e vestendomi con ciò che mi offriva la provvidenza. Ho trascorso tre anni in convento. Mi spogliai completamente e ne fui felice. Ero pronta a difendere Medjugorje a spada tratta. Sono stati gli anni più belli di tutta la mia vita ma, proprio in quegli anni, c’è stato un grande cambiamento lì. Sono cominciati ad arrivare tantissimi pellegrini, soprattutto italiani, e sono arrivati anche tantissimi soldi. Molti venivano a Medjugorje per fare business. Stava nascendo “un sistema”, una vera e propria mafia».

Che cosa intende per “mafia”?
«Alcuni volontari, che da 30 anni portano là viveri e aiuti, sono stati costretti a pagare il pizzo. Altri sono stati minacciati che gli sarebbero stati bruciati i pullman. Gente che usava i soldi della beneficenza per comprare case o macchine. Vedevo cose che non mi piacevano: false vocazioni, finte adesioni alla vita spirituale. I pellegrini, ormai, cominciavano a essere visti solo come turisti e gli italiani come polli da spennare. Mi facevano pena le persone che magari non avevano soldi per vivere e usavano gli ultimi risparmi per pagarsi il viaggio, e poi venivano derisi e trattati come un numero. Ormai oltre alla fede lì si trova di tutto: droga, alcol, prostituzione, sette eretiche, secondo alcuni addirittura sataniche. È diventato pericoloso andare a Medjugorje da soli, senza guide serie e autorizzate, sacerdoti o comunità certificate. Ecco perché sono felice che il Papa stia faccendo un po’ di “pulizia”».

Come sarebbe a dire che è diventato pericoloso andare a Medjugorje?
«Si rischia di finire nelle grinfie di qualche santone. Da Medjugorje spariscono persone, di cui non si hanno più notizie. Due anni fa è sparito anche un sacerdote, ma è solo uno dei tanti.. Dove c’è tanta grazia, c’è anche il demonio. E a Medjugorje girano ormai troppi soldi. Io cercavo la semplicità, la vita francescana, così me ne sono andata. Avevo lasciato Milano per scappare da quel mondo di bugie, inganni, pure apparenze, culto del denaro, non potevo accettare di ritrovare tutto questo a Medjugorje. Tante cose che ho visto lì le tengo per me, per amore verso quel luogo».

E perché oggi ha deciso di parlare così di quel posto?
«Perché c’è tanta gente che attacca Papa Francesco per il fatto che ha voluto vederci chiaro e incaricato il vescovo Henryk Hoser di verificare il culto. Ma le perplessità di Bergoglio sono fondate; lo stesso Hoser ha messo in dubbio che tutti i veggenti di Medjugorje vedano davvero la Madonna. Ha paragonato le apparizioni di Medjugorje a quelle di Rwanda, dove soltanto tre veggenti sono stati riconosciuti dalla Chiesa.  Quelli che oggi attaccano il Papa per i suoi dubbi sono gli stessi che lucrano su quel luogo. Maria di certo non si offende perché il Papa è prudente... Alla Vergine non interessa essere protagonista. Anche se, come sembra, dovessero essere riconosciute solo le prime sette apparizioni, io porterò ugualmente nel cuore quel luogo santo, e ci andrò ogni tanto».

Anche le guarigioni sono dubbie, secondo lei?
«Più di 400 guarigioni sono state valutate dalla commissione istituita dal Papa. Io conosco personalmente una persona che aveva 40 tumori, ora non ne ha nemmeno uno. Ma è un caso su un milione. La vera guarigione è quella del cuore: di quelle ne ho viste tante. E io stessa sono una guarita. Non posso sapere se le apparizioni siano vere, so solo che Medjugorje ha cambiato la mia vita in meglio. Per capire, bisogna andarci, prendere ciò che Medjugorje offre di vero, e tornare a casa propria testimoniando con la vita vissuta, e non solo con le parole, ciò che lì succede. Io posso avere mille dubbi, ma se questa esperienza ha dato una svolta alla mia vita e a quella di tante altre persone, perché non andarci? Perché non credere che forse la Madre di Dio lì veramente c’è? Ma la Madonna è anche a casa nostra, questo è il punto. Se chiediamo il Suo aiuto, Lei arriverà».


Ania aggiunge: 
il mio concetto è quello di non sparlare di Papa perché se perdiamo pure questa certezza che Papa è Pietro scelto da Gesù per portare avanti la Sua chiesa, se perdiamo pastore abbiamo perso la strada che la Madonna indica per la nostra salvezza.
Fonte: OGGI

giovedì 25 maggio 2017

Messaggio, 25 maggio 2017


"Cari figli! L’Altissimo mi ha permesso di invitarvi di nuovo alla conversione. Figlioli, aprite i vostri cuori alla grazia alla quale tutti siete chiamati. Siate testimoni della pace e dell’amore in questo mondo inquieto. La vostra vita qui sulla terra è passeggera. Pregate affinché attraverso la preghiera aneliate al cielo e alle cose celesti ed i vostri cuori vedranno tutto in modo diverso. Non siete soli, Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

25 maggio: compleanno di San Pio. -Ecco perchè amava tanto recitare il Santo Rosario





Sarà il Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Pietro Parolin a celebrare domani 25 maggio, alle 17.30,  una Santa Messa al Parco Colesanti, alle spalle della sede della Casa Comunale di Pietrelcina, in occasione del compleanno di P. Pio.

L’anniversario della nascita del Santo Sannita viene da sempre celebrato in un clima di gioia, nel piccolo paesino, ma soprattutto con un atteggiamento di profonda preghiera perché ricorda l’importanza del messaggio di Padre Pio di ispirazione francescana e molto caro a Papa Francesco.



" E’ un onore – ha detto il Sindaco Domenico Masone – ed una delicatezza del Vaticano verso Padre Pio ed il suo paese natale che mi onoro di amministrare".

Grande attesa anche tra i cittadini e la comunità Francescana che in maniera sobria e composta si preparano alla celebrazione per attivare percorsi di accoglienza dei tanti pellegrini previsti come ogni anno. Invitati tutti i sindaci sanniti e le autorità locali.

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2017/05/24/news/il_compleanno_di_padre_pio_a_pietralcina-166272216/ 
  

RACCONTIAMO QUALCOSA SU PADRE PIO

 Padre Mariano una volta gli chiese quanti Rosari dicesse: «Quasi trenta, qualcuno in più, e non in meno». «Come fate?», si stupì il confratello. E Padre Pio candidamente rispose: «E la notte che ci sta a fare?». In un'altra circostanza il Padre soggiunse: «Io riesco a fare tre cose contemporaneamente: pregare, confessare e andare in giro per il mondo».(bilocazione)

Uno dei suoi assistenti personali, padre Marcellino , ha testimoniato che al mattino occorreva lavargli le mani una per volta, perché Padre Pio non voleva posare mai la corona, che amava definire «l'arma della difesa e della salvezza, donata dalla Madonna per usarla contro le astuzie del nemico infernale». E spiegava a quanti gli stavano accanto: «Se l'Immacolata a Lourdes e ancora più il Cuore Immacolato a Fatima hanno raccomandato con insistenza la preghiera del Rosario, non significa forse che questa preghiera ha un valore eccezionale per noi e per i nostri tempi?».La Madonna «è la scorciatoia per arrivare a Dio», disse Padre Pio a un figlio spirituale.
Come un qualsiasi bravo figliuolo che ogni tanto desidera riabbracciare la madre, Padre Pio talvolta si recava in bilocazione a Lourdes, come documentano numerose testimonianze di confratelli.



DETTE DA PADRE PIO

A P. Pio da Pietrelcina una volta fu detto:
«Padre, oggi dicono che il Rosario ha fatto il suo tempo...
In tante chiese non lo si prega più».
 
Padre Pio rispose:
 «Satana mira sempre a distruggere questa preghiera,
ma non ci riuscirà mai:
è la preghiera di Colei che trionfa su tutto e su tutti.
È Lei che ce l'ha insegnata,
come Gesù ci ha insegnato il Pater Noster».
Qualche giorno prima della morte,
a Padre Pio fu chiesto di dire qualche buona parola.
Padre Pio rispose con voce profonda e paterna:
«Amate la Madonna e fateLa amare.
Pregate sempre il Rosario».
Fu quasi il suo testamento, tutto mariano.

«Padre Eusebio, prendi la mia arma dalla tasca dell’abito».
Padre Eusebio non capiva e Padre Pio gli indicò la tasca del saio
dove si trovava la sua corona.
I suoi figli spirituali più intimi avevano capito bene
cosa fosse il Rosario per Padre Pio.
Scrive Cleonice Morcaldi:
«la sera prima che morisse era al solito posto,
sulla verandina, con l’arma in mano».


“ AMATE E FATE AMARE LA MADONNA “
  



Da alcuni scritti di Padre Pio



(Sul Santo Rosario)

“Pregatelo spesso, appena potete.
Satana cerca di distruggere questa preghiera
ma non ci riuscirà mai.
E’ una preghiera che regna su tutto e su tutti.
Lei ci ha insegnato a pregare con il Rosario,
come Gesù ci ha insegnato a pregare
Nostro Padre nei Cieli”.
( San Pio da Pietrelcina )


(Sulla pace dell’anima)

“Rammentatevi che la pace dello spirito può mantenersi in mezzo a tutte le tempeste della vita presente; essa, sapete benissimo, consiste essenzialmente nella concordia con il nostro prossimo, desiderandogli ogni bene; consiste ancora nell'essere in amicizia con Dio, mediante la Grazia santificante e la prova di essere uniti a Dio è quella morale certezza che noi abbiamo di non essere in peccato mortale, che gravita sulla nostra anima. La pace, infine, consiste nell'aver riportato vittoria sul Mondo, sul demonio e sulle proprie passioni”.
  
“Sii amante e praticante della semplicità e dell'umiltà, non curarti dei giudizi del Mondo, perché se questo Mondo non avesse qualcosa da dire contro di te, non saresti veramente servo di Dio.
L'umiltà e la carità vanno di pari passo, l'una glorifica mentre l'altra santifica. L'umiltà e la purezza dei costumi sono ali che elevano fino a Dio e quasi divinizzano. Perciò sii sempre e in tutto umile, serbando sempre gelosamente la purezza del tuo corpo e del tuo cuore”.

“Vigilanza, preghiera ed umiltà sono armi per vincere le tentazioni tutte, che non devono andare mai scompagnate da una fiducia illimitata in Dio (la Fede), non mai arrestandoci a metà strada”. (Epist. II, p. 431)

martedì 23 maggio 2017

Che cos'è lo Spirito Paraclito ? - SPIEGAZIONE



Paraclito (παράκλητος, paràclitos in greco) è il termine con cui nel Vangelo secondo Giovanni si indica lo Spirito Santo. Si tratta in origine di un termine del linguaggio giuridico che significava letteralmente "chiamato vicino", cui l'equivalente latino è l'ad-vocatus, cioè "avvocato", inteso come "difensore" o "soccorritore", per estensione "consolatore". Il contesto in cui si usa questo termine nei testi profani è quello del processo, e indica "colui che sta al lato dell'accusato" per difenderlo.
Gesù, nel suo discorso di addio riportato nel Vangelo di Giovanni promette ai suoi discepoli di non lasciarli soli, ma di mandar loro un consolatore (Gv 14,16, Gv 14,26, Gv 15,26, Gv 16,7). In Gv 14,16 lo Spirito è chiamato "altro paraclito", a significare che il primo paraclito è lo stesso Gesù.
LO SPIRITO SANTO,
CHI È?
COME AGISCE?

Chi è lo Spirito Santo?

Lo sapreste descrivere? Lo nominate mai? Pensateci bene...

Quando ad esempio entriamo in Chiesa o ci accingiamo a recitare una preghiera cosa facciamo?
Facciamo il segno della croce e diciamo: nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Quando recitiamo la nostra professione di fede, il credo, pronunciamo queste parole:

Credo in Dio Padre onnipotente ...
Credo in Gesù Cristo suo unico figlio ...
Credo nello Spirito Santo che è Signore ...

Se vi si chiede di parlare del Padre o del Figlio riuscireste a dare una risposta, ma per quanto riguarda lo Spirito Santo, la terza persona della Santissima Trinità... sarebbe un po’ più difficile.

Impariamo a conoscerlo un po’ meglio perché è un po’ insensato continuare a nominarlo senza sapere nulla o poche cose su di lui. Anche se è difficile per la nostra piccola mente umana capire fino in fondo il significato della Santissima Trinità, possiamo lasciarci guidare proprio dallo Spirito Santo e dalla Bibbia per comprendere meglio chi è e cosa fa.
Sin dalla creazione, Dio ha detto: ‹‹non è bene che l’uomo sia solo›› (Gen. 2, 18 ), niente di più vero. L’uomo ha bisogno delle relazioni perché la sua vita acquisti potere e possa crescere, ha bisogno di amare e di essere amato.
Noi siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio; facendo questa considerazione possiamo capire che anche Dio è "relazione", è Amore. Tra il Padre e il Figlio c’è un Amore grandissimo e proprio questo dialogo d’amore tra loro due genera una terza Persona: lo Spirito Santo. Quest' ultimo impersona anche l’Amore che Dio ha per noi. Dopo questa riflessione non è possibile pensare ad una di queste persone della Santissima Trinità senza le altre due.

Sin dall’inizio della Genesi sta scritto: ‹‹lo spirito di Dio aleggiava sulle acque›› e quando creò l’uomo si dice ‹‹soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente››.
Come abbiamo visto, sin dall’inizio si parla dello Spirito Santo; proviamo ora a cercare altri brani dove si parla di lui e leggiamoli insieme.

Una raccomandazione però è d’obbligo... dovete sapere che spesso si parla di lui utilizzando dei simboli.

Sappiamo cos’è un simbolo? Facciamo degli esempi...

se vediamo una bandiera con i colori rosso bianco e verde ci viene in mente l’Italia;

la figura della colomba per noi rappresenta la pace;

se in un fumetto vediamo raffigurata una lampadina vicino ad un personaggio pensiamo che lui abbia avuto un’idea.

Ci sono quindi dei segni che rimandano la nostra mente ad altre figure e ad altre realtà. Questi segni non sono altro che i simboli.

Anche nella Bibbia troviamo moltissimi simboli. Dio ha ispirato l’uomo facendogli conoscere tante cose; l’uomo non ha fatto altro che utilizzare i simboli (immagini, animali, suoni) per raccontare queste cose. Ora che abbiamo chiarito, tocca a voi: trovate nella Bibbia i punti dove si parla di Lui.

 La Madonna, Sposa dello Spirito Santo, ne parla spesso nei suoi massaggi a Medjugorje, soprattutto in concomitanza con la festa di Pentecoste, ma non solo. Ne parla molto soprattutto nei primi anni, in quei messaggi dati sporadicamente (prima di iniziare a darli tutti i giovedì);messaggi spesso non riportati nei libri più diffusi e che sono caduti nel dimenticatoio. Dapprima invita a digiunare a pane ed acqua il venerdì, in seguito aggiunge il mercoledì e ne spiega il motivo:" in onore dello Spirito Santo" (9.9.'82).
Invita ad invocare ogni giorno frequentemente lo Spirito Santo con preghiere e canti, in particolare recitando il Veni Creator Spiritus o il Veni Sancte Spiritus. Ricorda, la Madonna, che è importante pregare lo Spirito Santo prima della S.Messa affinché ci aiuti ad entrare nella profondità del mistero che viviamo (26.11.'83). Nel 1983, poco prima della festa di tutti i Santi, la Madonna dice in un messaggio: "La gente si sbaglia quando si rivolge unicamente ai santi per chiedere qualcosa. L’importante è pregare lo Spirito Santo perché scenda su di voi. Avendolo si ha tutto". (21.10.'83) E sempre nello stesso anno, ci regala questo breve ma bellissimo messaggio: "Cominciate ad invocare ogni giorno lo Spirito Santo. La cosa più importante è pregare lo Spirito Santo. Quando lo Spirito Santo discende su di voi, allora tutto si trasforma e vi diventa chiaro". (25.11.'83). Il 25 febbraio del 1982 rispondendo ad una richiesta di un veggente, dà il seguente messaggio molto interessante, in linea con i documenti del Concilio Vaticano II: ad un veggente che le chiede se tutte le religioni sono buone, la Madonna risponde: "In tutte le religioni c'e' del buono, ma non è la stessa cosa professare una religione o un'altra. Lo Spirito Santo non agisce con uguale potenza in tutte le comunità religiose."

La Madonna chiede spesso di pregare con il cuore, non semplicemente con le labbra, e a questa profondità della preghiera ci può condurre lo Spirito Santo; a Lui dobbiamo chiedere questo dono. Nel 2 maggio del 1983 così ci esorta: " Non si vive solo di lavoro, ma anche di preghiera. I vostri lavori non andranno bene senza la preghiera. Offrite il vostro tempo a Dio! Abbandonatevi a Lui! Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo! E allora vedrete che anche il vostro lavoro andrà meglio ed avrete pure maggior tempo libero".